Note Biografiche

Gianni AMBROGIO, all’anagrafe Giovanni Battista Ambroggio, nasce a Treviso il 16 maggio 1928 in una famiglia di origini calabresi e muore a Carità di Villorba il 24 ottobre 2016 all’età di 88 anni dopo anni di sofferenze.

La sua fama di grande artista del ‘900 è dettata non solo dal ruolo di pittore, ma anche da quella di incisore, scultore, fumettista, promotore culturale e docente instancabile.

Fin da bambino dimostra una forte predisposizione alla creatività (a soli 7 anni stupisce la maestra eseguendo il suo primo quadro ad olio su lastra di vetro), che anni dopo si concretizza negli studi superiori presso il Liceo artistico di Venezia.

Sceglie poi di non iscriversi all’Accademia, perché la ritiene ancora troppo legata alle tradizioni. Nel 1947, a diciannove anni, è stata presentata dallo scrittore Comisso la sua prima mostra. Due anni più tardi viene invitato ad esporre alla prima edizione del Premio Taranto, risultandone l’artista più giovane. Le sue opere collocate insieme a quelle dei più grandi artisti dell’arte italiana, come Carrà, Sironi, De Pisis e De Chirico, colpiscono quest’ultimo dal quale ha avuto il privilegio di essere stato invitato, anni dopo, nella sua casa romana, in occasione della personale di Ambrogio alla galleria “i Volsci”.

Viaggia spesso a Parigi ed in Bretagna. Lavora anche come restauratore di affreschi per la Sovrintendenza ai monumenti di Venezia.
Apre a Treviso, nell’”antica torre” studio di Arturo Martini, il suo primo atelier e, sempre nella propria città, dirige tre gallerie d’arte: lo spazio espositivo “Circolo Gobetti”, la “Di Barbara” e la celebre “Scaletta”, dove cura le mostre d’importanti artisti quali Morandi, Guidi, Guttuso, Tomea, Saetti, Cassinari, Mascherini, Sassu e tanti altri, portandoli così all’attenzione del pubblico e della critica trevigiana.

Espone per la prima volta a Milano alla Galleria Montenapoleone dove le sue opere vengono notate da Luciano Minguzzi, il quale lo presenta a De Micheli, Monteverdi e Lepore.

Dal 1970 al 1982 decide di aprire anche uno studio a Milano al fine di poter captare gli umori e i fermenti culturali della metropoli. Qui, lontano dalla realtà trevigiana, frequenta gli studi di grandi maestri quali Cassinari, Vespignani, Sassu e Migneco.

Nel corso del tempo innumerevoli sono stati i riconoscimenti ottenuti dal maestro nel corso della propria vita, come molteplici sono state le esposizioni.

Ricordiamo la mostra antologica nella sede museale di Palazzo Braschi a Roma nel ’92 e tante altre in Italia, in Europa e nelle Americhe in Canada, negli Stati Uniti e in Argentina.

Numerosi sono i premi ricevuti in importanti concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali l’Europremio a Londra risultando una delle giovani promesse della pittura europea e i due primi premi a Tuzla – ex Jugoslavia, in occasione della prestigiosa “Biennale internazionale del Disegno originale”.

Nel 1998 viene segnalato dal critico Giorgio Di Genova nel Concorso internazionale del Giornale dell’Arte dal titolo “I magnifici cinque”.
Nel 2010 viene costituita la Fondazione Gianni Ambrogio a Mareno di Piave e si avvia con il Comune una collaborazione di successo, che porta alla donazione di 92 signicative opere del maestro.
L’anno seguente è invitato alla 54^ Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi.
Numerose sono le recensioni pubblicate su quotidiani e riviste: il Corriere della Sera, il Giorno, L’Avanti, L’Unità, il Gazzettino, il Resto del Carlino, La Stampa, il Messaggero, il Corriere d’informazione, il Giornale di Pavia, La Tribuna, Bolaf Mese, Arte 2000, Arte in, Arte Mondadori, Patavium, La Vernice, Art Aujourd’hui, Praxis Artistica, Epoca, Cosmopolitan, Grazia, Finnegans.
La RAI e numerose emittenti private gli hanno dedicato ampie e innumerevoli trasmissioni con commenti e interviste.
Il suo atelier è ancora meta e ritrovo per amici, artisti e amanti dell’arte.